FOTO DELLA MANIFESTAZIONE
                CATALOGO PRESENTAZIONE ARTISTI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VITTORIA ARENA (Milano)

 

    “Oltre il Colore” 

Nasce a Messina, vive e lavora a Milano. Fin dalla giovane età manifesta interesse per il disegno e la pittura, iniziando il suo percorso artistico con la frequenza di corsi specifici per affinare le tecniche pittoriche. Dal 1985 partecipa in diverse manifestazioni e concorsi di estemporanee, mostre collettive e personali. Molte sue opere sono state premiate in alcuni concorsi artistici nazionali. In lei l’amore per la pittura è sempre vivo. Questo sentimento la porta a sperimentare nuove tecniche e a creare nuove forme. Ammirando i suoi quadri facilmente si rimane coinvolti nel gioco di colori dove la sua anima artistica esprime emozioni attraverso la spontaneità dell’immaginazione. Vittoria Arena basa sulla figurazione naturalistica i propri racconti emozionali fatti da impasti cromatici che sommano il gesto informale all’efficace sintesi visiva quasi espressionista.(Maria Vinella). Non può sorgere alcun dubbio sull’evidente origine delle visioni di Vittoria Arena. La sua pittura è di spigliata ed intensa validità cromatica, dal timbro vibrante ed acceso. …(Bruno Aymone per le opere di Vittoria Arena). Arena Vittoria dimostra un raggiungimento ed un approccio ormai maturo al mondo dell’arte dando vita ad opere di orientamento impressionista dove il colore conferisce all’opera un senso pregno e materico e provoca suggestioni evocative ed emozionanti. (Enrica Pasqua).

 

Paolo Bernini (Mantova

 

“Flatland”

Oltre 20 anni di Fotografia al servizio dell’Industria, della Pubblicità e della Moda. Si occupa da sempre di ricerca fotografica personale dedicando particolare attenzione all’architettura antica e moderna, all’arte, alla figura umana. Ha esposto in tutta Italia in mostre personali e partecipando ad eventi con altri artisti. Le tecniche utilizzate vanno dalla stampa fotografica tradizionale fine-art che tratta personalmente ad installazioni su pvc da file. Nel 1990 apre un proprio studio di fotografia per la pubblicità e l’industria collaborando con aziende a livello nazionale. Si segnalano alcune delle sue partecipazioni a collettive e personali di fotografia: 1988, personale, sul Complesso Monastico del Polirone – Museo S. Benedetto Po con testo critico del Prof. Vittorio Erlindo; 1990, personale, sull’Archi­tettura del Convento abbandonato di Sailetto realizzata presso la stessa sede; 1991, collettiva, sullo scultore Pietro Cascella; 1992. In Italia e al­l’estero; 2010, “Flatland”. Personale, ad aprile-maggio presso i locali di Galleria Lupigiada, Roma; 2010, “Il filo dell’arte nel luogo del tempo”, collettiva presso il Parco Archeologico del Forcello, Bagnolo San Vito (MN).

 

     Nicoletta Bigi – Cento (FE)  

     

         “Il Litigio” 

Artista autodidatta, dal 2004 si è trasferita a Cento (FE) dove ha lo studio. Diplomata in ragioneria, da prima attiva in ambiti commerciali, poi impegnata nella cura della famiglia, solo recentemente ha potuto dare corso con maggiore continuità ad una passione sentita fin dall’infanzia, la pittura. L’artista, già da anni abile riproduttrice delle opere dei grandi maestri, è pronta a ritagliarsi uno stile personale che le prime opere lasciano presagire. Nel Settembre 2009 ha esposto con successo alla fiera di Pieve di Cento. Nel 2010 è stata accolta nell’associazione “La Bottega degli Artisti”, entrando in contatto con pittori, fotografi, poeti ed esperti d’ arte di cui l’ associazione è ricca. Con loro, durante l’anno 2010, ha partecipato alle esposizioni collettive a, Ravarino (Giugno Ravarinese 2010), a Crevalcore (Fiera del Carmine 2010), nello stesso anno, con l’associazione” I Pittori Pievesi, ha esposto alle collettive nella sala della Partecipanza a Pieve di Cento e ancora a Settembre alla fiera del paese. Ben evidenti nei suoi ultimi lavori espressioni di un mondo surreale ricco di simboli e spunti di riflessione, spesso rivolti ad estrinsecare tematiche sociali con originale visionarietà (Dr. Franco Bulfarini).

 

 

    Annarita Boccaleoni – Bomporto (MO)

                                                                                                           

                                                                                                               "Dopo il Temporale"

Sin da bambina ho amato il disegno, incoraggiata da lu­singhieri apprezza­menti degli insegnati. Dopo le scuole di base ho sempre voluto mantenere attiva que­sta mia passione cercando al contempo, pur rimanendo sempre fedele alla forma ed al segno, di espandere la mia visione affrontando con mag­gior convinzione la sfida della pittura. A tal scopo ho attivato un percorso conoscitivo del colore, intraprendendo corsi con noti maestri per migliorare la tecnica. Dipingendo sento di poter esprimere al meglio l’emotività dei soggetti ed è per questo che prediligo il ritratto ove è importante rendere la giusta introspezione. Prevalentemente opero ad olio e con questa tecnica realizzo molte delle mie opere. Annarita con ritratti di famigliari ed amici o con immagini che ripercorrono episodi del Vangelo, sempre ci rende partecipi di quello che i suoi occhi d’artista emotivamente vedono ed interpretano, oltre la parvenza immediata dell’immagine. Ella è protesa ad indagare i tratti profondi ed autentici dei volti ritratti. Strepitoso ed intenso a tal proposito il ciclo sulla passione di Cristo che ha suscitato interesse in autorevoli estimatori per l’approccio innovativo e di forte impatto emozionale. Il linguaggio dell’arte per la Boccaleoni è emozionale ed è per questo che i suoi cicli pittorici e le sue opere non lasciano mai indifferenti gli l’osservatori (Dr. F. Bulfarini).

Ro

                       ROberto Boldrini Anzola Emilia (BO) Emilia (BO)

 

                                                                                                         “Atmosfera Primaverile” 

Boldrini ha frequentato corsi di pittura organizzati dal Centro Culturale Anzolese, seguito dal Maestro Claudio Baravelli. Con freschezza d’animo e spontanea comunicazione col paesaggio, con le vivaci combinazioni di fiori, si immedesima con garbo in un solco che trova partecipi tanti innamorati della natura e dei suoi colori soffusi. Si tratta ancora di un diario per immagini, in cui le annotazioni tonali rispecchiano uno stile figurativo che trova consensi favorevoli presso il pubblico. Il dipingere diventa così dialogo aperto tra chi osserva ed il pittore. Fare arte non significa trasferire passivamente sulla tela quello che la retina propone con fotografica precisione, bensì rivestire lo stato emotivo naturalistico di una identificabile spiritualità intima che dà un palpito soggettivo all’opera.

 

Franco Bulfarini – Ravarino (MO)

                                      

                                                                                                                                           http://2.bp.blogspot.com/_8fuJRdm_eIo/TBNpDpe29GI/AAAAAAAABKg/X0_eicLzUW4/s200/05.JPG

                                                                                                          "Indeterminismo Estetico" 

Di cultura universitaria, laureato in giurispruden­za, da sempre è appas­sionato d’arte. Da prima propostosi, all’attenzione degli appassio­nati, come pittore, recen­temente ha dimostrato at­titudini nella veste di critico. Quale pittore, si confronta co­stantemente col pensiero contemporaneo, avva­lendosi sia di tecniche convenzionali, che di nuovi mezzi espressivi, grazie ad un continuo processo di costruzione, ma anche frammentazione alchemica della materia cromatica. Le ultimissime tele improntate sul concetto delle “reti neuronali”, propongono in chiave metaforica il senso di un’intelligenza fisica e razionale che sorretta da leganti chimici, “sinapsi”, fa emergere, immagini, rivelazioni di un mondo altro, dal quale poter attingere idee e pensieri.

-Conosco Franco Bulfarini, dal 2008, quando ancora durante un Premio da me assegnatogli, si presentò con le sue opere astratte. Oggi, che nelle sue opere interpreta un tema particolare, di difficile lettura ma, comprensibile ad esperti del settore e curiosi intenditori, posso affermare che la sua passione per l’arte, lo rende inconfondibile, capace di presentare un’arte moderna e unica nel suo genere, per la sua definizione compositiva ed una cromia di importante impatto visivo. Nelle sue varie biografie, gli piace sottolineare che, non ha frequentato scuole d’arte ma, dopo aver ammirato le su ultime opere, sicuramente, si merita a pieni voti, essere inserito in qualità di esperto d’Arte, per questo, non posso che, confermare la mia ammirazione per il suo impegno (Biagio Cardia).

 

Bussei Clauro – Rio Saliceto (RE)

 

“Bacco Contadino”

 Nasco nel 1938 in una famiglia di artigiani del legno. Questo mi porta, nel 1969, ad intraprendere, come autodidatta, il mio percorso di scultore. Negli anni, ho sperimentato la creta e il marmo, ma l’interesse maggiore rimane per il legno, per la sua consistenza, venatura, colore, che conoscevo bene fin dall’infanzia.

I soggetti delle sculture sono simboli concreti, figure umane dal sapore tradizionale, fatti della vita che richiamano al culto della famiglia ma nello stesso tempo moderne. Negli ultimi anni ho cercato momenti diversi, guardando oltre la forma, concetti di pensiero.

 

                                                                                                                       Giovanna CANDIDA (Milano)Milano)dida (Milano)  

                                                                                                                                  

                                                                                                                               "Lontano Dentro il Cuore"

Nei sogni di Giovan­na Can­dida: Mix di follia, energia e vitalità, sem­pre pronta a ricostruirsi e far fronte alle nume­rose sfide della vita,. È il padre e trasmet­terle la pas­sione per l’arte. Gio­vanna cresce in fretta. all’età di ven­tisette anni “appro­da” in un ingrosso di bigiot­teria, è li che intuisce la forza rige­neratrice dell’Araba Fenice im­para a non buttare via nulla, ogni piccolo oggetto o gioiel­lo diventa la “cenere” per un nuovo impulso creativo. Come l’antica fenice rinasce dalle proprie ceneri, più bella e forte di prima.”Lo scrigno di Giò”. La sua primissima creazione tuttavia è legata al padre, al quale Giovanna dedica “I girasoli”. La creazione le si auto-impone come forza al di la della sua stessa consapevolezza. La tradizione artistica familiare non termina con Giovanna, ci sono due “nuove leve”, le nipotine Asia (sette anni) e Greta (tre anni): entrambe coltivano la passione per i colori e la pittura, seguendo l’esempio di nonna Giò.

 

                                                                                                        Biagio Cardia (Messina)

 

    “Esplosione di Luce”

Nel 1998 organizza la sua prima mostra di foto artistiche e dei suoi primi di­pinti.. Dopo anni di attività artistica Cardia, oggi si dedi­ca esclusiva­mente alla pittura, tro­vando anche il tempo di studiare gli Artisti del passato e la storia dell’Arte nel Mondo, riuscendo a scrivere nel 2008, il suo primo libro, “Messina nell’Arte da Antonello da Messina ad oggi”. Biagio Cardia da diversi anni ha messo l’arte al primo posto nella sua vita.

Di carattere mite eppure assai determinato, il nostro artista è un creativo contemplativo, che identifica l’arte con la vita stessa e con il mondo che lo circonda. Egli nei dipinti, esprime una misura etica tale da renderci la percezione di una natura filtrata attraverso i diversi stati d’animo dell’autore, quasi ad attivare una visione primigenia del paesaggio. Un’artista di difficile omologazione o equiparazione il nostro messinese, sarebbe d’altronde troppo semplice parlare di arte naif, nel suo caso. Il suo è un gesto pittorico vivificato di percorsi lucidi e razionali, con elementi di accuratezza che lasciano intendere la padronanza tecnica, tuttavia è sempre l’istinto il principale motore propulsore, il valore aggiunto che Cardia lega alla sua arte. Emerge in tal modo nelle sue opere una composizione efficace, fortemente emotiva ed al contempo ricca d’equilibrio formale che per questo conquista il fruitore. (Franco Bulfarini)

 


                                                                            
Giuseppe Cascella – NOCERA Inferiore (SA)

 

                                                                                                                                            

                                                                                               "Natura Morta con Vaso di Fiori"

Sin da piccolo ha coltivato la passione per il presepe e con amore e cura ha trascorso giorni e giorni vicino alla costru­zione del presepe di casa. Questa passione è conti­nuata nel tempo, diven­tando arte e stile artistico. Ancora oggi, si ritrova a perdersi nel dolce incanto della natura montanara per trarre dalla realtà nuove idee scenografiche presepiali. La passione per l’arte e la pittura, ha fatto del M° Cascella un pittore quotato e apprez­zato, che fa manife­stazioni artistiche in tutta Italia senza scopo di lucro. La sua pittura, unica nel suo genere, ha attraversato l’oceano fino all’altra parte del mondo, ottenendo grande successo. Nel 2003 ha realizzato un “kolossal” presepe, il più grande del mondo, di 6 metri di altezza per 24 metri quadrati, utilizzando come materiali pietra, sughero e legno.

Cascella, è un grande prazer ter visitado obras belíssimas típicas de artistas italianos que congrega muitos italianos. Conheço a bela Itália e sou admirador da arte e literatura. Recensione critica di Abraços do Celito Medeiros Curitiba – Paraná (il grande artista brasiliano):”


                                                                                         
Andrea Cavallaro – Revere (MN)

                                                                                                                                                 

                                                                                                                          "Icaro"

Compie studi tecnici, conseguendo la matu­rità tecnica per Geo­metri. Lavora come libero professionista ad Ostiglia e risiede a Revere, dove opera co­me pittore. La sua proposta artistica è ca­ratterizzata dalla ricer­ca cromatica, formale, tecnica, interiore. Le figure stilizzate, come il cuore, il simbolo del finito, che egli trasfor­ma spezzando il sim­bolo matematico del­l’infinito, la scacchiera ed altri che fanno da sfondo ai soggetti prin­cipali che campeg­giano sulla tela, rap­presentano il risultato del percorso concettuale. Il rapporto tra l’oggetto, il contesto in cui viene rappresentato ed il significato che vuole esprimere, è da ricercarsi nella giocosità delle forme enfatizzate dalla ricerca dei materiali utilizzati. Il punto di partenza, nella simbologia, è il gioco degli scacchi che rappresenta la vita dell’uomo. Nelle ultime opere, della serie “La materia dell’anima”, Cavallaro ha compiuto un ulteriore passo verso tale piacere, eliminando tutto il “superfluo”, che condiziona il nostro quotidiano, enfatizzando la figura in un unico gioco di luci ed ombre, di materia e colore, quasi a farci toccare con mano l’anima dei singoli elementi, che per la maggior parte delle persone risultano insignificanti, ma che per l’artista, concorrono in modo fondamentale, ad originare la nostra realtà(..). Articoli di Annalisa Marini pubblicati su Album e Sermidiana.

 

Antonia Eleonora Cavaleri – Canicattì (AG)

 

 “Senza titolo” 

Attenta ricercatrice del nuovo, curiosa osservatrice, la pittura è per lei il canale d’espressione e mezzo privilegiato d’interpretazione della realtà. La insistita polimatericità delle sue opere sottolinea il suo sforzo di creare un’arte che investa i cinque sensi e perciò l’intero essere sia dell’osservatore che dell’artista. I colori non sono infatti stesi per poter essere toccati, quasi fossero pitture-sculture di sicuro impatto emotivo. I soggetti trattati sono vari, seguono l’ispirazione del momento per divenire presto eterni cantori della vita. (Dr. Nadine Giove Critico D’Arte) Ercole di Brindisi il 28 luglio 2007 presso Palazzo della Provincia di Brindisi col patrocinio della Regione Puglia, Accademia delle Belle Arti di Lecce, durante la stessa cerimonia ha ricevuto la nomina di ambasciatore dell’arte Italiana nel mondo dall’ordine dei Cavalieri Templari per il contributo dato all’arte, soprattutto per la sensibilità con cui tramuta i linguaggi artistici contemporanei in opere originali e personali.

 

Marco Chiotto – Montecchio .Reggio Emilia  

 

     “Paesaggio ligure”

Nasce in Sardegna, per poi trasferirsi già da piccolo in Liguria. È da questa regione che inizia il suo iter artistico, ispirato dai paesaggi che lo circondano e abbracciato dalla luce del mare che riporta nelle sue opere. L’artista crea delle icone contemporanee che rappresentano un surrogato della memoria. La pittura di Chiotto è fatta per catturare “sogni e nostalgie”, ed è proprio la “nostalgia”, la sua musa ispiratrice. (…) esprime tutta la sua forza creativa, con grandi spatolate di colore, materie che vibrano come in un grande caleidoscopio, dove i colori cambiano posizione, diversa è la luce, ma il concetto non cambia. (…)

 

Umberto Consolini – Suzzara (MN)

“Senza Titolo”  

Consolini, pittore da oltre trent’anni, nelle sue opere esprime un sentimento pu­ro e profondo, semplice ed in corrotto. La sua opera si contraddistin­gue, non solo per le belve animali ma, per gli esseri umani, che sono rivisitati come in uno spiazzante “bestiario”, ri­sultan­done indifesi ed esposti all’ag­gressione di un consumismo sfrenato. (…) Egli, lungi dal richia­mare le risonanze del passato, dipinge l’oggi, un oggi che spesso è crudo e disperato, come già a suo tempo aveva fatto Ligabue, (…) Consolini affronta la vita a viso aperto, pro­ponendo gli incubi del quo­tidiano reinterpretati, fil­trati, dalla mente di un artista “vero”, ma anche i sogni e le speranze (…).

 

                                                                              Cristina Collodel (Corbanese TV)                                                                                                                               

                                                                                                                                                           

                                                                                                                                                             "Ortaggi"

Inizia a fotografare nel 1990 in concomi­tanza con i suoi primi viaggi in Europa. Nel 1996 acquista la sua prima reflex completamente manuale e si iscrive ad un corso di fotografia in bianco e nero e camera oscu­ra. Foto ricordo di viaggi in giro per il mondo si accompagnano ad una ricerca più approfondita del paesaggio e dell’ele­mento grafico. Una sua foto viene pub­blicata dalla rivista “Corso di Fotografia (DeAgostini)”. Nel 1999 si trasferisce a Padova, dove si inserisce nel club fotografico di Sarmeola (PD) partecipando ad un altro corso di fotografia sul paesaggio e il colore. Nel 2006 consegue il Diploma in Grafica Pubblicitaria e Fotografia di Cittadella (PD). Nello stesso anno l’incontro con i fotografi del gruppo Mignon e il contatto diretto con la fotografia di strada praticata dai suoi maestri, segnano una svolta decisiva: l’unificazione tra “street photography” (dove si coglie l’attimo) e l’attenzione per il particolare del soggetto statico. Dal 2008 è in esposizione in varie sedi la sua mostra fotografica interamente dedicata al mondo delle panchine.

Marco Cordaro (Palermo) 

 “Natura morta con Peperoni”

Consegue nel 1993 la maturità artistica e presto gli vengono commissionate le scenografie per un importante spettacolo di danza presso il teatro Politeama di Palermo, lavoro che realizza con la moglie conosciuta al liceo artistico. Per alcuni anni mette a dura prova il proprio rapporto con la pittura, realizzando opere in un laboratorio, aperto assieme al padre; Tra il 2008 e il 2009 si intensificano le partecipazioni a mostre di pittura; dal comune di Altavilla Milicia, dove si contraddistingue per la sensibilità nei confronti del delicato tema della lotta alla mafia, alla prestigiosa cornice del Palazzo della Provincia di Messina. Di notevole rilevanza sono: la Mostra Personale dal titolo “I Colori d’Animo” che si è svolta presso le meravigliose sale Medioevali del Castello di Carini (PA) e l’assegnato Premio Nazionale “Messina Città d’Arte”, presso Palazzo Zanca, nel novembre 2009. Anche fuori dalla Sicilia, il nostro artista ha la possibilità di far conoscere sue opere, si ricorda la partecipazione alla Mostra di Pittura “Arte e Natura”, presso la Galleria “La Tavolozza” di San Severino Marche (MC) Luglio 2009 e una sua Personale presso la “Raphael Art Gallery” di Lecce Giugno 2010. Marco Cordaro è un pittore in evoluzione e il desiderio continuo del “confronto” e delle “esperienze” artistiche che lo caratterizza, traccia un percorso sicuramente ricco di altri appuntamenti e di rinnovate emozioni.

 

 

Maria José Silva-Mizé, de Oliveira de Azeméis (Portogallo) 

 “Hortencias”

Nasce a Viseu. Risiede a Oliveira de Azemeis dal 1950. Contiene scuola di formazione Industriale e Commerciale. Ha frequentato il Centro d'Arte S.Jon Wood, settore pittura.,   a partire dall'anno accademico 1989. E' socio fondatore dell'Associazione Amicizia e Arte Galego portoghese. Attualmente frequenta un corso di Storia Arte Moderna e Contemporanea. Numerose partecipazioni a collettive in diverse città del Mondo, ne segnaliamo alcune: Sinergie Artistiche, Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea, Bando, 08 Ottobre a Roma (Italia). Mini Masterpiece, Mostra d’Arte 2010 MMA e 21 Settembre a Kuala Lumpur (Malaysia). Mostra Esserci Senza di Arte Postale Edizione Esserci 25 marzo e 26 settembre a Pontedera, Pisa (Italia). la partecipazione nella pittura dal vivo al Mills Vacariça Lograssol a luglio 11.

 

Anna Amelia Del Vecchio (Desenzano del Garda BS)

                                                                                                       "Ballerina con scarpe Rosse"

Nasce a Telese, paese termale in provincia di Benevento. Ama il dise­gno e la pittura fin dalle scuole medie, ma si iscrive al Liceo Scienti­fico, poi alla fa­coltà di Biologia. Dopo la laurea si trasferisce a Desen­zano ed insegna Scien­ze e Matema­tiche. L’amore per la Natura e un innata dote artistica l’hanno por­tata nel mon­do dell’arte. La pittura di Anna Ame­lia, sottolinea la conti­nuità e la  tradizione artistica del “Reali­smo” del passato, mettendo in evi­denza i particolari e ana­lizzando tutti gli aspetti del reale e della natura. Nonostante il legame con il passato la nostra pittrice ,và alla ricerca del nuovo, con uno studio personale, nel colore e nella composizione, sia se si tratta di nature morte, di animali o di paesaggi, non trascurando il figurativo; con la predilezione per una narrazione elegante e pacata, evidenziando sempre più il suo amore per la Natura. La sua arte esce dal proscenio del naif. come anche dell’impressionismo. La passione per l’Arte, fa della nostra artista un personaggio proiettata verso un futuro sempre più roseo, grazie ai meriti ottenuti nel passato e che, ancora oggi le vengono riconosciuti (Biagio Cardia).

                                                                                                     Ivo d’Orazio (Ragusa)

                                                                                                                                     

                                                                                                                    “Paesaggio” 

Nato a San Valentino (PE), Residente a Ragusa. Laurea in Ingegneria Civile (anno 1972) presso il politecnico di Torino, esercita la professione libera di ingegnere. Ha incominciato a dipingere tardi esattamente nell’anno 2004 e dopo due mesi di apprendistato presso un amico pittore ha continuato quella bella avventura da solo. Ha partecipato a diverse mostre, tra le ultime: Collettiva presso il castello di Donna fugata a Ragusa, nel Marzo 2007. Collettiva Internazionale “Natura e Sentimento” Novembre 2008, Provincia Regionale di Messina. Mostra “Profumi del Mediterraneo” Novembre 2008, “Taormina Gallery” Taormina (ME). Mostra “Tramonti e dissol­venze”, Dicembre 2008, “Art Studio Café” di Roma. Mostra “Sicilia Terra d’Arte e di Artisti” correlata al “1° Concorso Art in Progress” classificandosi al 3° posto, nel mese di Febbraio 2009, Fondazione G. Mazzullo di Taormina (ME). Novembre 2009, riceve il premio “Messina città” d’arte presso la Sala del Consiglio Regionale di Messina.

 

                                                                                                 Nicla ferrari – cavriago (RE) 

 

“Intreccio 4” 

Diplomata disegnatrice stilista, ha collaborato con importanti case di moda. Nel 2000, inizia ad interessarsi alla pittura e nel 2002 ha inizio la sua intensa attività espositiva. Insegna disegno e tecniche pittoriche presso il “Circolo degli Artisti di Reggio Emilia”. Privilegia la pittura ad olio ma realizza anche installazioni, “site specific” combinando la pittura con altri elementi. Ama Caravaggio, i forti contrasti, ed insegue la tridimensionalità. Ha partecipato a concorsi e rassegne, conseguendo svariati riconoscimenti. Ha esposto in numerose mostre, collettive e personali, in Italia ed all’estero. Sue opere sono custodite presso collezioni pubbliche e private.

 

Franco Foscardi – S. Giovanni in Persiceto (BO) 

 

  “Dopo la Mietitura” 

Franco Foscardi Già nella prima infanzia sviluppa il suo amore per le arti figurative, con matite e colori sempre a portata di mano. Non ha compiuto studi artistici, anche se sarebbe stato suo desiderio approfondire questa predisposizione. Segue un periodo di vita in cui, oltre al lavoro ed alla famiglia, ha intrapreso svariati altri hobby e attività fino a quando, all’inizio degli anni novanta, riprenderà da dove aveva interrotto, quasi trent’anni prima, riscoprendo in sé il desiderio forte di dedicarsi al disegno ed alla pittura; questa attività ancora oggi è per lui principalmente un passatempo. Prima con colori a tempera e carboncino poi, dal 1995, utilizza principalmente la tecnica olio su tela, che oramai predilige, rappresentando in prevalenza paesaggi.

                                                                            

                                                                          ANA MARIA GARCIA OLIVEIRA DE AZEMEIS (PORTOGALLO)

 

“Estate sul Fiume Douro”

Risiede in Trav. D. Manuele II, 170 in Pindelo – Oliv. di Azeméis. A soli 15 anni frequenta la formazione artistica in Legno Art Centre di San Giovanni nel corso di pittura. In pittura, incisione e serigrafia, sotto la guida del Dr. Armando Aurelio, licenza di Belle Arti di Oporto e nella direzione del Dr. Design Artur Moreira, scultore. Ha preso il Corso di Arte Moderna e contemporanea con il Dr. Laura Casto, prof. Università Cattolica. Per due anni ha frequentato il Cratp (Centro Regionale di arti tradizionali di Porto). È Socia dell’Associazione di Amicizia e Arte Galec portoghese, che fa parte degli organi di governo.

 

Marcella Gemelli (Messina) 

“Gravitazione orbitale di un corpo nello spazio e nel tempo” 

Sin dalla tenera età si avvicina al mondo della manipolazione plastica, poiché vive nel paese della ceramica, Santo Stefano di Camastra. Conclude i propri studi superiori all’I. S. A di Messina, successivamente presso l’Accademia di belle Arti di Reggio Calabria si diploma con lode in Scultura, sotto l’insegnamento del prof. Giuseppe Niglia. Si segnalano alcune Partecipazione a mostre e Premi: Nel 2009 Giugno collettiva presso la Galleria Linea ‘Arte di Napoli “20x20”. Luglio collettiva “Arte e Natura”, Galleria “La Tavolozza” San Severino Marche (MC). Novembre premio “Messina Città d’Arte” 2009, Palazzo della Provincia Regionale di Messina. Dicembre mostra collettiva nazionale “Mod’Arte”, Villa Fortuna Acitrezza (CT). Maggio 2010, Personale di Pittura e Scultura “Gravi­tazione orbitale” presso “studio d’Arte Kalòs” Messina. Giugno “Roma ospita” festival d’arte Zone Passive IV edizione, Teatro Betti Roma.    

 

                                                                                                                   Roberto Lacentra – (Bologna)

                                                                                                                         

                                                                                          "Coro di Barbagianni Ubriachi"

Da ingegnere elettronico con una grande passione per l’arte e la scrittura diventa uno stimato artista. Egli propone immagini inedite che intrigano e interessano l’osservatore non solo per i soggetti fantastici che rappresenta come la serie dei vampiri, dei gufi, dei gatti mentre inscenano storie divertenti, ma anche per i dipinti che ricordano i momenti storici carichi di tensione come quelli della seconda guerra mondiale, alcune scene militari, il paesaggio è realizzato con colori freddi, molto curato nei dettagli. Egli lavora con spirito creativo sempre alla ricerca di nuove emozioni e come un alchimista fa le sue porzioni di polvere di vetro, cenere di incenso, anice stellato tritato finemente con l’aggiunta di sughero, bitume, filo metallico. Lui stesso dice che: amo l’arte perché soddisfa appieno il bisogno di esprimere la mia creatività e dimostro di avere ancora la “giovanile” dose di fantasia e ingenuità rimasta in me nonostante il tempo sia passato.

Marino Lecchi – Capriate San Gervasio (BG)

"Essenzialematrice"

Si è proposto già dal 1977 in diverse personali e collettive soprattutto in Lombardia fra queste. Egli ricorda come la più significativa quella tenuta a Milano in via Turati alla “SCHETTINI”. Fu questa l’occasione in cui Marino Lecchi conobbe Sergio D’Angelo, poeta scrittore, pregevole artista, conosciuto in tutto il mondo, peraltro, attivo con partecipazioni alla biennale di Venezia.. Non di rado si distaccò dalla pittura attiva per concedersi, si potrebbe dire dei “ritiri spirituali” nell’intento per l’appunto più meditato che fattivo operativo di coniare una nuova e peculiare modalità espressiva. Nel 2008 l’importante mostra alla “Mazzoleni Art Gallery” e l’incontro con il critico e pittore Franco Bulfarini con cui si sviluppa un rapporto di immediata affinità artistica, oltre che di stima reciproca, gli fornisce ulteriori motivazioni e spunti di riflessione che bene emergono nelle ultime opere.

Aldo Leonardi (Modena) 

 

  “Oltre San Giorgio” 

Consegue il diploma di maestro d’arte presso l’Istituto “Adolfo Venturi” di Modena nell’anno 1967. Negli anni ‘70 si trasferisce a Sassari, dove realizza una personale già nel 1974 (Galleria d’arte Sardegna). Negli anni ‘90 torna a Fiorano dove prosegue l’attività artistica partecipando a diverse iniziative, Aldo Leonardi è stato fortemente influenzato dai luoghi in cui egli ha vissuto. Con il suo stile, definito macchiaiuolo-impressionista, l’Artista porta sulla tela i colori, le sensazioni e le emozioni proprie di una terra magica, la Sardegna. Tra le sue opere spiccano i paesaggi marini, le sterminate campagne e i momenti di folclore, spesso dominati dalla figura quasi incontenibile di cavalli imbizzarriti. Il cavallo è fortemente presente anche nelle opere “fioranesi”, caratterizzate dalla passione rossa dell’artista. Oltre al mito della Ferrari, risaltano anche paesaggi appenninici, nature morte, Venezia e la sua laguna, il Santuario di Fiorano e le campagna circostanti.
 

Alexandra.Maciac – Costanza (Romania)               

                                                                                                    

                                                                                                            “Senza Titolo” 

Alexandra Maciac, nata in Romania, vive in Italia, a Venezia da cinque anni. Ha frequentato diversi corsi e specializzazioni per approfondire la sua ricerca artistica. La sua preferenza è il ritratto con tecnica ad olio, rappresentando volti di donna ma. La nostra artista, non scarta la pittura astratta, per una tematica di un universo onirico in acrilico.
 

Gianni Mantovani (Parma)  

                                                                                                          

   “Foglia d’Acero” 

La mia arte: La tecnica usata è verosimilmente quella dell’affresco “murale”, solitamente usata ai tempi dell’imma­gine a cui si fa riferimento; un intonaco composto da sabbia di fiume e tinte acrilico naturale opache. La base è solitamente o, preferibilmente, un pannello di legno, ideale a raggiungere l’effetto desiderato del “pezzo di parete” e riesce a trattenere colori o effetti rocciosi, non che testimonianze di “altro intonaco”, sovrapposto nel tempo. Spesso viene creato proprio un effetto roccia, più o meno deteriorata o scalfita da scalpelli, usando anche un materiale composto da resina vegetale con additivi di cemento e/o gesso. Alla fine dell’opera un rapido processo di invecchiamento permetterà di osservare un’immagine che pur avvicinandosi al contesto degli originali ne mantiene una sua particolare e propria espressione.

Giuseppe Marcotti (Bozzolo MN.)

 

“Senza titolo”

Nasce a Bozzolo (MN) vive e lavora a Luzzara (RE).Artista mantovano, dopo aver eseguito diverse ricerche pittoriche, partecipa a mostre ed avvenimenti artistici in diverse località, sia italiane che estere; nel mese di agosto ha esposto all’Hotel Palace di Milano Marittima. L’artista sa sgocciolare magistralmente il colore su tela, dando vita ad esplosive composizioni, che rievocano il drip painting caro a Pollock. Rivive inoltre la spontaneità dell’espressionismo astratto di Gorky. spazialismo sui generis, dove i buchi trapassano e trafiggono l’opera.
 

Giuseppe Fulvio Mauro (Palata Pepoli

di Crevalcore BO)

 “Luci e Ombre” 

Il silenzio degli oggetti e la tranquillità dei luoghi sono immortalati nei disegni a carboncino e nei lavori a biro di Giuseppe Fulvio Mauro. I carboncini tutti in bianco e nero, sono fatti di un verismo attento, quasi fotografico; I soggetti, infatti, sembrano piuttosto frutto di un lavoro in camera oscura e non della mano dell’artista (che rivela in ogni sua opera le sue doti di ultra- iperrealista, oltre che acuto osservatore). Anche il taglio dato alle scene si direbbe di tipo fotografico e questa caratteristica ci è rivelata dai particolari che fuoriescono casualmente dalla cornice, come quando un fotografo focalizza l’attenzione su un particolare oggetto, momento o luogo, tralasciandone il contesto. In questo operare con­troluce, vi è sempre immancabile l’avallo dei sentimenti, una misura la sua elevata, di amore per l’uomo e per la vita. Un lirismo del controluce che conquista l’animo più che la mente, in questi paesaggi ormai quasi desueti ai margini delle nostre “moderne” città (Franco Bulfarini).

                                                                                              Anna Maria Niccoli (Cosenza)                                   

                                                                                                                                                                                                       

                                                                                                      "Senza Titolo"

Si diploma al Liceo Artistico nel 1982, laureata presso l’UNICAL in Lettere e Filosofia indirizzo Moderno Artistico. È abilitata all’insegna­mento in Storia del­l’Arte. Non ha mai voluto mostrare in pubblico i suoi lavori. Dopo tante “insisten­ze” di familiari e amici ha deciso di portare alla visione pubblica i suoi elabo­rati. Ha compre­so, ed è convinta che: anche lei ha il suo dire in campo artisti­co, non solo vederlo, studiar­lo e insegnarlo. Per la Niccoli, la matita, il pennello o qualsiasi altro strumento sono il tramite dell’esposizione del proprio pensiero; propone contenuti che, per quanto noti, sono sempre nuovi, ha il potere di reinventare la realtà o di creare un’altra realtà. L’uomo è posto al centro dell’universo, è il dinamismo della vita, che è sempre alla ricerca della verità. Non ama seguire le mode e le correnti artistiche del momento, mira alla ricerca di un proprio linguaggio e del tutto personale; ama osservare il mondo che la circonda, anche attraverso la fotografia, per creare immagini.


                                                                                               
Silvano Piccinini – Carpi (MO) 

 

          

            “Freccia Rossa” 

Vive ed opera a Carpi, dove si è affermato come imprenditore. Un po’ per caso, un po’ per destino, all’età di 18 anni, ebbe occasione di appassionarsi alla fotografia, quando comprò la sua prima macchina fotografica. Da quel momento iniziò i primi approcci, le prime sperimentazioni, sentendo che il mondo della fotografia, gli apparteneva. Da autodidatta, volle approfondire e pertanto, seguì un percorso di avvicinamento alla tecnica, frequentando apprezzati maestri e studi fotografici, avvicinandosi inconsapevolmente quasi ad un semi professionismo. Per gli aspetti formativi personali che travalicano la fotografia, il diploma di disegnatore meccanico consegnatogli all’Istituto Tecnico di Mirandola, gli fu utile per intraprendere a sviluppare una carriera in questo settore fino agli anni ‘80, quando decise la svolta ed imboccare il percorso non certo esente da rischi dell’imprenditoria e questo fino ad oggi. Creò vere e propri raccolte di immagini: i suoi reportage. Si recò in molteplici paesi, visitando in lungo e in largo continenti come l’America, l’Africa e l’Europa.


 

Antea Pirondini – Brusatasso di Suzzara (MN)

"Senza Titolo"

Nata a Brusatasso, vive e lavora a Codisotto di Luzzara (RE). Ha partecipato a nume­rose collet­tive riscuotendo grande successo di critica, ne segnaliamo alcune:

Casella di testo: “Senza Titolo”
Nel 1998 registriamo una uscita impegnativa al “Caval­lino Bian­co”. Si aggiudica XVIII Premio internazionale “Città di Parma” il terzo premio speciale intitolato a “Giovannino Guare­schi”. Due importanti collettive a Man­tova: la rassegna dal titolo “D segno in segno attraverso la Padania”, a cura di Gianni Bal­do, con presentazione di Benve­nuto Guerra e la collet­tiva tutta la femminile alla Galleria Lo Scalone. -Rossana Bortolotti, coadiuvata dall’ope­ratore Fran­ce­sco Ruggiero, le dedica un servizio televisivo dal titolo “Dalle profonde nebbie pada­ne”. In occasione del Premio “Città di Moglia” nel mese di Luglio 1993, le è stato conferito il premio speciale della Presidenza della Repubblica. Nello stesso anno inizia un fecondo rapporto con la redazione della rivista “Artecultura” e con il critico Giuseppe Martucci a Milano. Degli ultimi anni si segnalano alcune partecipazioni: Nel 2008 collettiva sul tema dei diritti umani a Bologna.; nel 2009, un suo quadro fa parte della collezione della Biblioteca Maldotti di Guastalla; nel 2010 riconoscimento con medaglia commemorativa del Premio “Arti in Arti e Mestieri” di Suzzara. Tantissime le sue Personali, si segnalano: a Latina, Alassio, Milano, Brescia e galleria 2E di Suzzara (MN), Tenno (TN), Museo arte naif di Luzzara (RE).
 

Giuseppina Pradelli (Modena)

“Fenicotteri rosa” 

Consegue il diploma di Maestro d’arte presso l’Istituto “A. Venturi” di Modena, dove vive e lavora. Viene segnalata in diversi concorsi di designer ceramico e vede realizzare molte delle sue decorazioni da note ceramiche del comprensorio, Negli anni ‘70 si trasferisce in Sardegna dove insegna educazione artistica, pur continuando a sperimentare stili e tecniche pittoriche. Rientra a Modena negli anni ‘90 partecipa a concorsi e mostre distinguendosi per il taglio unico delle sue opere, impreziosite da foglia d’oro, ricche di variazioni di percorsi ornamentali e di spigliato tessuto costruttivo, dove il segno compone strutture ben articolate.

                                                                                                                                   Massimo Provasi – Carpi (MO)

                                                                                                    

                                                                                                            “AKC2121.108”

Massimo Provasi, per caso nato a Mirandola in pie­na ricostruzione italiana ed euro­pea, ma solida­mente radicato in quei di San Possidonio, terra già di per sé molto fertile per l’animo artistico. Il suo plenum di spirito lo trovia­mo pro­prio nel suo as­sunto ana­grafico: Provasi interpretabile lin­guistica­mente (e concet­tualmente) con Si Prova, ergo Sperimentazione Assoluta, al Massimo. Un nome, un destino? Forse…Ma il primo segnale Massimo non l’ha, ovviamente nel suo predicato di Gens; vivendo gran parte dei suoi anni giovanili in questo scorcio di terra prettamente agricola e, per molto tempo, fortemente trattata al naturale, acuisce uno spirito di osservazione immediato. Eccolo, dunque, avvicinarsi al legno soprattutto tavolette anche scartate, sulle quali disegna, quindi incide col pantografo, per poi colorare il tutto. Il passo successivo è l’approccio al supporto cartaceo. Qualsiasi tipo di carta (comune, nessuna ricercatezza alla Fabriano. In Massimo persino il cartone da imballaggio può avere una dignità artistica) può dargli il supporto per la sua ricerca-creatività: la carta non è un artificio totale escogitato dall’uomo, ma un’ulteriore trasformazione del legno, dell’albero, della natura insomma, e quella che a lui padano d.o.c. si presenta fluviale e trascorrente in eterno, dunque viva…(Mario Bizzoccoli).

Maria Graziella Raffaele (CZ)

 

“Parco Nazionale della Sila (CZ)” 

Ha vissuto nella sua città fino al 1980, anno in cui lasciò famiglia e parenti per trasferirsi in Sicilia. Nel 1970 partecipò alla prima estemporanea nazionale di pittura «La Tavolozza» città di Catanzaro. Nel giugno 1973 ha inizio la sua vera e propria attività artistica con la Prima Personale nella prestigiosa Galleria d’arte «Mattia Preti» di Catanzaro. Nel 1976 realizza un dipinto murale nella chiesa della “Madonna del Rosario» Catanzaro Sala e, a distanza di 30 anni, con il restauro della parrocchia divenuta intanto «Bene Artistico Culturale» è incaricata a restaurare il proprio dipinto, che rappresenta l’Ultima Cena. Da alcuni anni inoltre Graziella Raffaele si dedica anche a creazioni artistiche su stoffa. Importanti critici hanno scritto dell’attività di Graziela Raffaele, ne ricordiamo alcuni: Lo scrittore, pittore e poeta Aldo Sirianni; Antonio Fazio giornalista «Il Tempo» della Calabria. Il critico Valentina Bolchini dell’Artelier di Milano. E ancora, lo scrittore Peppino Scrofani.
 

Giacomo Rossi – Sassuolo (MO)

“Riflessioni lacero-contuse” 

Diplomato all’Istituto Tecnico Industriale di Modena. Già da ragazzo dimostra in vari settori capacità creativa. Approda all’arte pittorica agli inizi degli anni ‘80. Artista votato alla ricerca e allo studio dell’espressività formale, ama dare molta importanza alla propria voce interiore, prediligendo nei suoi dipinti i colori e tratti dell’anima anziché quelli della vita. Partecipa con successo a diversi concorsi nazionali all’estero nel contempo personali in varie città italiane. Nel 2005 ottiene notevole successo di critica e pubblico con l’espo­sizione al complesso museale del Castello di Spezzano (MO), (dal 17 Settembre al 30 Ottobre) e con la sua presenza a Onda (Spagna) con una sua opera all’inaugurazione del “Museu del Azulejo” Manolo Safont dal 4 Giugno al 15 Settembre.
 

Giovanni Sala – Sabbioneta (MN)

“Natura Artificiale - installazione 2010” 

Consegue il diploma di Maestro d’Arte all’Istituto Statale di Parma . Nel 1971 si trasferisce a Milano dove lavora in qualità di grafico alla rivista di moda VOGUE. Ritorna a Parma dove dalla metà degli anni ‘70 e per un decennio è richiesto come insegnante all’Istituto d’Arte “Paolo Toschi”. Da quel periodo in poi, espone con mostre personali e collettive in galleria private e spazi pubblici. L’esperienza compositiva e tridimensionale è la conseguenza di un intenso impegno nella grafica design e nella pittura, prima dai connotati figurativi seppur minimali, poi di intensa visione informale, esperienza tradotta nella materia pittorica e nei volumi della scultura. Il materiale si fa sintetico e la luminosità è resa da nuove formule fluorescenti, rappresentano la certezza di fronte ai dubbi dell’umanità, la fede in futuro di fronte alle odierne tematiche di autodistruzione. Ciò che conta per Sala è l’indubbio rapporto uomo natura, come origine, unica fonte di salvezza. Così le sue opere hanno segnato un rinnovato impegno tra icone e ricerca di cromie essenziali, dal bianco al nero, rappresentazione degli opposti, fra luce e colore che la natura può esaltare o filtrare.
 

               Daniela Setti  (Modena)

 

“Fondo Marino” 

La passione per l’arte e natura, l’ha spinta a prendere lezioni di disegno e pittura da validi maestri bolognesi come il prof,Vellani dell’istituto d’arte di Bologna; il prof. Andrea Franchi, rinomato scultore e discendente di una stirpe di scalpellini del marmo, mi ha insegnato a lavorare la creta, è stato uno dei fondatori della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, insieme al famoso entomologo e divulgatore di racconti naturalistici prof. Giorgio Celli. Ha frequentato anche lo studio di Alessandro Giusberti, per approfondire la tecnica dei colori ad olio, e in particolare delle antiche velature usate dai pittori olandesi del passato. Ognuno di loro gli ha insegnato tanto, soprattutto che la passione va supportata da un costante studio e lavoro. La sua passione è rimasta e si è manifestata in varie forme, ritratti e paesaggi a matita, gessetti colorati, acquerelli, quadri astratti ad olio, che rimane il suo preferito, e poi composizioni con materiali diversi, prima stoffe e pietre, con cornici in corde colorate prese dai pescatori, poi conchiglie, sabbia, pietre, tecniche miste e dettate dai materiali che mi ispiravano.

 

                Daniela Setti ((Modena)

“Alba fra i Rami” 

La nostra Artista, oltre che pittrice, è appassionata di fotografia che realizza sempre pensando di ricavare dei quadri, poi in realtà, se le piacciono restano così. Le albe e i tramonti sono delle nostre mon­tagne e campagne, dove i colori sono gli stessi che probabilmente possiamo trovare a cuba, solo che noi non li valorizziamo e non li notiamo più.


 

   Maria Tambè – Barrafranca (EN)

 

                                                                                                                                       

            “Natura morta con barbecue”

L’artista vive e lavora a Barrafranca, paese dell’entroterra siciliano. Autodidatta, comincia a dipingere per caso, per gioco. Ma quando il gioco diventa passione, le sue opere saranno frutto di lunghe e sofferte gestazioni. I suoi dipinti cercano di ritrarre la spettacolarità della natura che ricerca con accanimento e infinite pennellate. Ammiratrice di tutti i pittori classici realisti ed in particolar modo di Caravaggio i suoi lavori si collocano, con modestia e umiltà, in un suo realismo naturale. Ha esposto Agosto 2010 :Personale a Barrafranca. Nello stesso mese con un’altra Personale a Leonforte. Nel mese di Settembre 2010: collettiva Estemporanea di pittura a Cori (LA) nello stesso mese 2010: Mostra “I Cento Pittori di via Margutta” (ROMA).
 

Susi Zucchi – Carpi (MO)

“Uovo primordiale” 

L’amore per l’ arte inizia molto presto con i primi approcci alla pittura e alla poesia. Dalla madre poetessa assimila l’esigenza di esprimere liberamente le proprie emozioni sia coi versi che con i colori. L’attività di designer/stilista nel campo della moda la porta a fare frequenti viaggi, soprattutto in India e Indonesia da cui assorbe la suggestiva forza dei colori. Trascorso un periodo di studi ed approfondimenti dei principali aspetti dell’arte contemporanea, durante il quale la vena poetica ha prevalenza rispetto a quella pittorica, riprende poi con maggior assiduità la sua produzione artistica, consolidando una tecnica originalissima che si basa sul polimaterico, avvalendosi di pittura acrilica, stoffe, frammenti di vetro, minerali ed altri materiali con uno stile del tutto personale. La figura è talvolta presente, ma con una libertà creativa che rasenta l’informale. I lavori più recenti esplorano il mondo dell’intimità femminile, della fertilità e delle profondità emozionali.

 

                Zuna (Messina)

  

“Sul Molo”

L’artista Natale Zuco, nome d’arte Zuna, nasce artisticamente nel 2000, così per caso, facendo una scommessa con se stesso e interrogandosi sulla sua capacità di dipingere da autodidatta. Inserito nel mondo artistico della pittura con tecnica impressionista-figurativo. Egli si avvale della sua capacità fotografica nel rilevare e riportare anche il più piccolo particolare, specie se preso come spunto dallo sfondo della sua amata “Sicilia” con un’attenta osservanza ai colori ed alle sfumature. L’artista trova una sua collocazione nel mondo dell’arte esternando attraverso il pennello la necessità di comunicare col suo prossimo, questo bisogno di creare non vuole essere presunzione, ma piuttosto un tramite fra l’artista e i suoi fruitori. Risulta inserito in diversi cataloghi nazionali. Ha partecipato a numerose collettive e personali di pittura: ultima in ordine di tempo, Luglio 2009 ha partecipato nella collettiva Nazionale “Arte e Natura”, organizzata dal Movimento “Irrealismoartistico” presso l’Associazione “La Tavolozza” Di San Severino Marche (MC).