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Giovanni Amodio – Bari 31Ottobre 1999 Afferma il critico letterario Ugo Friedrich nel suo libro “ Lastruttura della lirica moderna edito da Garzanti: “Lo sguardo poetico penetra attraverso una realtà cosciente frantumata (divisa) fin nel suo suggestivo mistero”. La considerazione sembra calzare perfettamente alla ricerca artistica di Biagio Cardia, che coniuga l'esperienza sull' immagine ri-creata dalla fotografia, allo stesso modo con cui, spingendosi oltre il mezzo tecnico e la sua peculiarietà, giunge verso la pittura arricchita e che si svolge al Divisionismo storico, la corrente “Pointillisme” sorta in Francia con l'opera di Seurat e Signac e che utilizzava “la divisione” come fattore deliberatamente teso all'unificazione visiva, con l'aggiunta di nuove possibilità di restituire fascinazione alla conquista dei “punti luce”. La partenza teorica e le leggi ottiche ponevano presupposti scientifici, un mosaicismo per vibrazioni luminose che il puntinismo esaltava nella valenza delle cromie. Alla stessa stregua l'artista siciliano Cardia esplora ogni possibile osmosi tra i fenomeni fisici e quelli estetici, tra le scoperte della scienza e l'applicazione dell'arte alla maniera di Jarrj e della “Patafisica” (soluzione delle scienze immaginarie) fondando addirittura una tendenza specifica che suona come manifesto, appunto denominato “La Fisica”. Biagio Cardia si interessa al mondo cosmico e alla sua visione restituita tra l'armonia. fantastica e la ipotesi realistica in connubio, grazie alla fusione ideale del processo fotografico e di quello pittorico. Ma non passa attraverso la via più semplice dell'iperrealismo pittorico, sceglie l'esperienza divisionistica di tante acclamate mostre, di tanti interventi artistici, sottolineati dalla critica e dal pubblico. Scrutare l'universo e restituirne il mistero e il fascino attraverso l'emozione pittorica, rimane l'obiettivo dichiarato di questo artista dell'immagine virtuale immagine calibrata sintesi di scelte ottiche ed estetiche, per soluzioni e sperimentazioni giocate tra figurazione e astrazione. Salvatore Perdicaro - “l' Elite” 2000 La pittura di Biagio Cardia trasfonde, nei fervidi ritmi delle luci e dei colori, aspetti ed elementi naturalistici e paesaggistici, filtrati da un'emozionalità che continuamente si rinnova nel misurarsi con la realtà ispiratrice. La traduzione estetica degli stati d'animo,delle percezioni e dei sentimenti si definisce in questa pittura con suggestiva forza narrativa attraverso una vibratile orchestrazione dei colori, tessendo nel gesto creativo sensazioni e intuizioni amplificate dalla fantasia, per realizzare,come afferma lo stesso artista, “una completa espressività artistica con il profondo impegno di corpo, mente e anima” il linguaggio pittorico di Cardia essenzializza la figurazione e la riformula con originalità, condensando nelle atmosfere e nel dinamico accendersi della materia cromatica le pulsazioni dell'interiorità e le simboliche interpretazioni di contenuti e valori indotti da una sensibile osservazione della realtà. Marcello Chiantia – Febbrai 2000 E' il caso di Biagio Cardia che ha riscosso positivo ed entusiastico consenso del pubblico nelle numerose personali allestite nel corso della sua carriera. Fotografo nella vita, ha sin dall'inizio avuto modo di esprimere quel talento artistico e quell'amore per la realtà abilmente filtrata dall'obiettivo; nella pittura, continuando il suo cammino introspettivo, riesce a profondere tutta la sua sensibilità in una implosione di colori e forme. In primo piano emergono essenze cromatiche di un realismo più vero, più concreto, del paesaggio siciliano, con un intercalare di rossi e azzurri cobalto vivificati dalla luce e dalla pulizia di colore che, nella tecnica dell'olio su tela, non semplicemente si raggiunge. I soggetti sono affrontati con spontaneo vigore e buon senso del ritmo e dell'inquadratura; la sua pittura straordinariamente espressiva attraverso, anche, la pulizia dei tratti e dei fattori cromatici. L'accostamento di tecniche impegnative ed esclusive, realizza una armoniosa creatura: è la luce che canta la vita. Lillo Maiolino “Centonove” Messina 02 Marzo 2001 "Prima mostra l' Irrealismo è Verità" Irreale etimologicamente significa privo di realtà, ciò che nella realtà oggettiva non esiste. Ma nella pittura tutte le certezze si assottigliano, quello che appare reale può essere una interpretazione visiva dell'occhio...........Cardia è un po' il papà del movimento peloritano. Studioso di fisica e scienza ha voluto soffermare la sua attenzione sulle “scoperte di laboratorio” studi sul reale che non posseggono niente di reale. Tema dominante il colore, che sia olio che sia sabbia applicata alla tela e colorata. Vittoria Bellomo Galleria “Il Centauro” 11 Aprile Bari 2001 Le tele di Cardia Biagio che ha eseguito interessanti opere che guardano ai fenomeni del cielo;comete, resti di supernove- nebulose, potrei definirla una sorta di pulsione verso il futuro, quasi che Cardia suggerisse che il domani dell' umanità bisogna ricercarlo guardando in alto, alle risorse ed insieme ai pericoli insiti nei corpi celesti, alla straordinaria, seppur per ora recondita possibilità di incontrare altre forme di intelligenza. Giovanni Amodio–Taranto 01-Giugno-2002 In principio fu il caos, poi la mano divina e l'esplosione cosmica posero ordine, e l'artista sulle tracce della creazione, diffusero le proprie emozioni per simulare l'atto di Dio, con l'ausilio della propria creatività, ma anche della sua fede verso l'invisibile che cerca visione. L'astrazione come estrema propagine della realtà fotografica in Biagio Cardia coglie l'aspetto di tale processo conoscitivo e dimostra come la visione interiore combaci con la sospensione dell'immagine, con la cancellazione della rappresentazione. Il magma del flusso di coscienza non poteva trovare la grande azione cromatica cosmica e vicina al ricongiungimento con la divinità. Antonio Benassai Rivista “Senza Titolo” Bari Marzo 2003 Durante i tempi intere culture si sono susseguite lasciando un loro segno, l'opera d'arte è il risultato che filtra attraverso i gesti e le movenze di uno o più individui, componente essenziale,unica fonte di aspirazione universale è la luce, proprio così: ad interessare il nostro artista Biagio Cardia è proprio “la Luce” che assume il ruolo il ruolo elemento cardine e oltre a risaltare i colori aggiunge un'anima ad ogni sua opera. Attraverso l'attenta osservazione dei suoi dipinti, ci rendiamo conto di come l'artista non si limiti solo a dipingere un soggetto ma, il risultato su tela è la continua ricerca dell'infinito che lui tenta di rappresentare servendosi dell'incontro fra tempo e spazio illuminati da intensi colori e incontri di luce...
Vito Cracas – Rivista “Senza Titolo” Bari 07 Marzo 2003 L'impatto con le stupende visioni del creato lo affascina e ne sconvolgere i ritmi di vita al punto da tentarlo a poterne rappresentare gli inconsueti scenari dalle contrastanti visioni provocate dagli effluvi della luce che rompe le tenebre con i suoi squarci fugando le ombre e le pur presenti angosce. E' un osare continuo per poterne rappresentare gli effetti ed alcuni dei tanti riverberi colti nell'universo che riesce a focalizzare nelle galassie e nei paesaggi con idonee cromie catturando le fugaci attenzioni. E la vitalità evidenziata induce a soffermarsi e a riflettere anche l'occasionale fruitore.
Stello Vadalà–6 Giugno 2003 “La Sicilia” Messina Nei quadri di Biagio Cardia emerge il “ calore “ della sua Sicilia e l'intensità dei suoi colori, il carattere e la forza della sua gente, ma soprattutto la passione di chi, da diverso tempo, ha fatto della policromica interpretazione del mondo e della natura il suo unico e grande credo. Non è lecito, forse, collocare in un preciso ambito pittorico le tele di Biagio Cardia: lo definiremmo una sorta di “paesaggio astratto” che, sempre intriso di vividi colori, attinge alla tavolozza della vita ed all'universale e nitida sostanza del creato. Su questa base gli oli di Biagio Cardia, nella loro armoniosa e lineare trasparenza, descrivono la verità, ma quella immaginata e trasfigurata dai suoi più arcani intendimenti che si fondono in fantasiose ed osmosiche allegorie ed introducono a spazi infiniti sempre dominati dall'ansia e dal desiderio. Il rosso e l' azzurro governano, nella loro purezza, i suoi lavori, a cui imprimono assai gradevoli, brillantezza e luminosità. Luci ed ombre, in perfetto equilibrio, si alternano ed in magica successione sembrano allontanarsi fino a raggiungere l'incommensurabile evanescenza del cosmo, in cui riecheggiano nostalgiche ed irregolari alterazioni territoriali in primo piano, in un sottile gioco di prospettiva che snellisce e quasi tridimensionale forme. Originale ed autentico nella sua concreta speculazione artistica, Cardia inserisce nei suoi quadri una delicata sensibilità, dalla quale si sprigionano coinvolgenti ed intense emozioni. Dal tocco sicuro e sinuoso, il pittore messinese architetta nuove elaborazioni, che affianca alla sua notevole esperienza fotografica e si libra in una diversa dimensione, crogiolandosi nell' invenzione e nell' inventiva. Particolare attenzione meritano i suoi morbidi, ma decisi approcci con la materia, fonte di tutte le cose, alla quale ascrive, in definitiva, nelle sue illimitate tinte, sfumate concettualizzazioni da cui – per lui – derivano, dissolte nell' iride, le umane astrazioni. Ma, Biagio Cardia non trascura la tradizione, resta quella il punto d'inizio delle sue procedure pittoriche e contraddistingue, l'indelebile, l'efficacia del suo segno, solo in apparenza indeterminato ed aereo. Giovanni Amodio – Settimanale di Taranto “ULTIM' ORA” 28 Maggio 2005Un pittore che intraprende un percorso artistico fidandosi del suo istinto e delle sue sensazioni, che trasferisce progressivamente sulla tela. Biagio Cardia, un uomo che sente prepotentemente dentro di sé il richiamo dell'immagine, essendo fotografo d'arte, e quindi avvezzo ad immortalare la realtà. Un cammino a tratti sereno ed a volte tortuoso, alla ricerca di una identità artistica, per rinvenire la quale si sente disposto a spaziare dal figurativo all'astratto, mettendo in primo piano, sempre e comunque, la predisposizione verso le tinte calde, in un contrasto che è espressione della sua quotidianità inquietudine. E' indubbio infatti che alberghi, in Cardia, uno spirito ribelle, che si oppone alla regolarità di ritmi cadenzati, cercando slanci da introdurre in immagini d‘effetto, che possono imprimersi nella memoria di chi guarda. La continua ricerca della dimensione degli spazi, lo porta a trattare tanto la realtà siciliana, che permea le sue opere con forme e colori della sua terra d'origine, fino alla contemplazione del cosmo, attraverso dipinti che raffigurano il sistema solare. Una carriera che lo ha visto protagonista delle mostre più prestigiose, sia a livello nazionale che internazionale, non ultima l'esperienza a Bruxelles, con la partecipazione di numerose agenzie giornalistiche di italiani nel mondo, ottima cassa di risonanza per la divulgazione della cultura messinese. Le opere di Cardia sono state oggetto di recensione da parte di illustri critici, che hanno cercato di interpretare l'estro del pittore messinese.
Gabriella Giannetto - anno 2005. Biagio Cardia: “Uno spirito ribelle tra forme e spazi”. Un pittore che intraprende un percorso artistico fidandosi del suo istinto e delle sue sensazioni, che trasferisce progressivamente sulla tela. Biagio Cardia, un uomo che si sente prepotente dentro di sé il richiamo dell’immagine, essendo fotografo d’arte, e quindi avvezzo ad immortalare la realtà. Un cammino a tratti sereno ed a volte tortuoso, alla ricerca di una identità artistica, per rinvenire la quale si sente disposto a spaziare dal figurativo all’astratto, mettendo in primo piano, sempre e comunque, la predisposizione verso tinte calde, in un contrasto che è espressione della sua quotidiana inquietudine. E’ indubbio infatti che alberghi, in Cardia, uno spirito ribelle, che si oppone alla regolarità di ritmi cadenzati, cercando slanci da tradurre in immagini d’effetto, che possano imprimersi nella memoria di chi guarda. La continua ricerca della dimensione degli spazi, lo porta a trattare tanto la realtà siciliana, che permea le sue opere con forme e colori della sua terra d’origine, fino alla contemplazione del cosmo, attraverso dipinti che raffigurano il sistema solare. Le opere di Cardia sono state oggetto di recensione da parte di ullustri critici, che hanno cercato di interpretare l’estro del pittore messinese
Recensione critica a cura di Sabrina Falzone Maggio 2008 BIAGIO CARDIA "UNA PITTURA DI SENSAZIONI". Irrealistici scenari ambientali, colorismi caldi e freddi e tenui indeterminazioni del segno sono alcuni dei tratti salienti della ricerca pittorica dell’artista siciliano Biagio Cardia, enciclopedico interprete di una realtà profondamente soggettiva, intrisa di velati simboli e sottili allusioni alla genesi del mondo. Nei suoi quadri il sublime racconto dell’universo è decantato con amabile dedizione mediante parvenze cosmiche di sapore arcaico. Spazi siderali e rievocazioni primordiali vengono rivisitati dall’occhio ingenuo di un fanciullo, uno sguardo puro sulla realtà che accompagnerà sempre l’artista nel suo denso percorso creativo, alla costante ricerca di una veritas primigenia. L‘icastica concezione della vita assume in Cardia un valore aulico che lo pone in stretta comunicazione con un’entità superiore, sia essa religiosa o naturalistica; ad ogni modo trattasi di una dimensione soprasensibile, nella quale vengono proiettate le intime riflessioni esistenziali dell’autore. La lunga esperienza di fotografo deve aver inciso notevolmente nell’approccio visivo che egli ha assunto nel corso del tempo nei confronti di tutto ciò che lo circonda, influenzando profondamente anche la sua pittura ad olio, peraltro rispondente a parametri iconografici ordinari e ad un registro stilistico essenzialmente accademico. Biagio Cardia ha intrapreso diversi percorsi tematici, dedicandosi con particolare interesse al genere paesaggistico, varcando la soglia della ritrattistica, ma senza escludere la raffigurazione di motivi faunistici, di soggetti floreali e di nature morte. La principale sorgente d’ispirazione del pittore messinese è la Natura, che ricorre in tutti i suoi dipinti sotto una molteplice varietà di forme e colori, di vedute e prospettive. La Natura è, dunque, il centro propulsore dell’intera sperimentazione pittorica di Cardia, non avulsa da un’adesione alla descrizione realistica che si trascina dietro ancora gli strascichi del post-impressionismo e dell’espressionismo d’autore. E’ un revival di struggenti panorami naturalistici che s’impone nella mente e nel cuore dell’osservatore attento. Nell’arte contemporanea le nostalgie del figurativismo trionfano nella produzione pittorica di Biagio Cardia con una sobrietà narrativa ineguagliabile, che affida al segno, laconico e leggero, tutto l’incanto della Natura. Un cospicuo nucleo di opere dell’autore mostra un’inedita immagine della Sicilia, terra d’origine fortemente interiorizzata, che rivela il calore e l’energia della Trinacria attraverso una pittura pulita e pacata nel ricordo emozionale della tradizione naif. Le calde tonalità del “Paesaggio con strada”, risaltate dall’atmosfera autunnale, ostentano la forza espressiva delle tinte lattee e il legame emotivo con la terra natìa, inesauribile fonte di suggestioni. Tinte ancor più equatoriali si hanno in “Deserto egiziano” con le sue sfumature torride e al tempo stesso nitide. Il tepore del “Sole dietro gli alberi” e del “Sole riflesso sul mare” possiede un clima mistico e sottintende un chiaro richiamo tribale. Ma il profondo legame con la terra è ben visibile nelle pennellate fluide e lineari del “Paesaggio montano”, dove si scorge un vivo e irrefrenabile sentimento di natura. La Sicilia non è, però, l’unico luogo da cui originano i paesaggi armonici di Cardia, le sue opere sono piuttosto classificabili come frammenti di viaggio intorno al mondo: le sue sono, infatti, scene ambientali che hanno come protagonisti i cinque continenti. Ecco ora il gran Canyon, le cime innevate delle Dolomiti e del Brennero, il paesaggio canadese, le Isole Filippine, il silenzio meditativo della Polinesia, i grattacieli di New York, i toni arcani del Madagascar, i faraglioni di Capri, il deserto egiziano e quello libico. Sono tutti rifugi mentali dell’artista, che viaggia senza sosta con il pensiero, libero e fluttuante, lasciandosi soggiogare dal fascino irresistibile della natura, del tempo e dello spazio. E’ così che ci giunge all’anima la rappresentazione delle quattro stagioni, l’eleganza quasi klimtiana delle cascate, le ossigenanti quinte arboree e la trattazione ricorrente dei quattro elementi. Acqua, terra, aria e fuoco si alternano magnificamente sia nella struttura iconografica, sia nell’assetto cromatico, creando un paesaggismo policromo di singolare bellezza. Nonostante la semplificazione compositiva, alcuni dipinti di Biagio Cardia presentano uno spiccato accento decorativo come “Primavera” con le minuscole punteggiature purpuree dei papaveri. Inoltre, lo splendore cromatico di “Alberi in inverno”, di “Stelle cadenti” e “Le palme” ricorda le stilizzazioni vegetali della cultura orientale, di reminiscenza nipponica. Esultanze dei bianchi vivono nel nitore di “Neve sui monti” e nella limpidezza delle “Montagne del Brennero (Monaco)”, quest’ultima evidenzia una quinta invernale particolarmente sui generis. Un nostalgico cielo violaceo sospende il tempo in “Pomeriggio nello Stretto”, “Notturno”, “Isole Vergini” e “Pino solitario”, la cui scena è dotata di una scansione geometrizzante del costrutto ed è imbevuta di colori gaudenti. Toni violetti sono anche i protagonisti del “Ponte di San Francisco”, tela caratterizzata da un più ampio respiro compositivo. Dalle tonalità ocra di “Spighe di grano” si passa poi all’intensità dei blu di “Paesaggio con palme” e “Blu di notte”. Vi è peraltro una ricca gamma di verdi in “Villette nelle colline di Catanzaro”, dove una distesa arborea accompagna lo sguardo fino all’orizzonte. Mentre le quinte arboree creano una cornice nella cornice nell’opera recante il titolo “Fattoria con giardino (Belford)”, contraddistinta da una solida ricerca estetica, fondata su un grande senso di equilibrio e simmetria. Anche nell’inedita prospettiva di “Visto da un vulcano” l’inquadratura rocciosa funge da cornice nella cornice: è questo un escamotage percettivo di grande raffinatezza. Tuttavia, l’opera che si differenzia maggiormente dal resto della produzione artistica di Cardia è senza dubbio “Vortice di neve” che stravolge i tipici parametri di quiete e armonia compositiva in favore di una pittura funesta e inquieta, che rispolvera l’estetica del sublime di Turner e i suoi quesiti esistenziali. Una delle strade artistiche intraprese da Cardia è la tradizionale ritrattistica. Egli ha ritratto con tratti sobri e quasi elementari illustri personaggi della storia, dell’attualità e della cultura, tra cui Rita Levi Montalcini, Maria Teresa di Calcutta, Freddie Mercuri, Galileo Galilei e molti altri. Eppure questo accanito radicamento al figurativismo viene messo in discussione nei lavori di astrofisica che testimoniano le conoscenze tecnico-scientifiche di Biagio Cardia. Ne emerge una ricerca formale non indifferente, dalla quale galassie e costellazioni diventano un pretesto per dipingere sotto l’egida dell’astrazione. In “Esplosione di una stella”, “Filamenti intrecciati della Costellazione Vela” e “Gas di nebulosa” il colore rompe le righe e si esprime in tutta la sua spontaneità e varietà cromatica. E’ in questo campo che l’artista si abbandona completamente e senza condizionamenti al libero flusso della creatività. www.sabrinafalzone.info
Prof.ssa Ada Midiri - PREFAZIONE del Libro "Messina nell'Arte" da Antonello da Messina ad Oggi. Nel realizzare quest’opera, Biagio Cardia ha saputo mettere in luce, ancora una volta, le sue straordinarie doti umane ed artistiche che sono tra loro saldamente connesse. Chi, infatti, conosce l’uomo e l’artista Cardia sa con certezza che il suo percorso esistenziale ed artistico e coincidente, inscindibile l’uno dall’altro, segnato da slanci generosi, profonda umanità, certosina pazienza, onestà intellettuale, tenacia costante, rigorosa ricerca. E’ da questo suo modo di essere che è scaturita in lui la volontà di rendere omaggio agli Artisti messinesi e non, di ieri e di oggi, che attraverso le loro preziose opere hanno saputo e ancora oggi sanno dare effettiva testimonianza della loro “Messinesità nell’Arte”, indicando, con questa espressione, l’essersi formati nel solco della cultura messinese. La sua geniale idea di redigere un’opera così completa e di vasta portata, altamente meritoria per la finalità dell’intento, si è, quindi, felicemente concretizzata nella stesura di questo volume che è il risultato di un’azione sinergica, frutto dell’instancabile operosità personale, del magnifico sostegno dei tanti collaboratori e del supporto formidabile dei molti consensi ricevuti. Gli incoraggianti apprezzamenti fin qui raccolti costituiscono per Biagio Cardia la migliore delle gratificazioni per aver fortemente creduto in una idea, per averle pervicacemente dato corpo a forme, per aver dovuto affrontare le inevitabili difficoltà oggettivamente legate alla complessità e vastità dell’opera, per aver compiuto sforzi considerevoli con spirito di totale abnegazione. Un’opera così magistralmente attuata, concepita con il nobile fine di tributare un doveroso omaggio agli artisti del passato e del presente capaci di suscitare nel nostro animo vibranti emozioni, consegnata alla fruizione di un pubblico attento e sensibile ai messaggi dell’Arte, non può che essere accolta e lodevolmente valutata con la speranza che altre opere di identico spessore possano ulteriormente contribuire alla conoscenza del vasto panorama del mondo Artistico Messinese.
Arch. Sergio Bertolami «MESSINA NELL’ARTE». SALA DEL COSIGLIO PROVINCIALE DI MESSINA. 13 GIUGNO 2008 PRESENTAZIONE DEL
LIBRO DI BIAGIO CARDIA
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